UNA VITA DI ILLUSIONI E FELICITA’

                                                                          Uno di noi ”

   Il piroscafo Toscana avvolto da una leggera bruma, solca le acque color turchese, come in ….

Introduzione romanzo

   C’era una volta un quaderno dei ricordi … Potrebbe cominciare così. Quelle consunte pagine di memorie, sono diventate la storia di una “ avventura umana” che si snoda dalle paludi venete alla colonizzazione d’Africa, al fronte di Albania, alle sofferenze al orrore e alle atrocità della prigionia in un lager nazista con i lavori forzati fino alla fucilazione scampata di un soffio al sopraggiungere degli Alleati. L’odissea, col rientro popolato dagli incubi e paure del sopravvissuto, s’intreccia quindi con il felice incontro con Maria la figlia del lattaio, al epopea dell’emigrazione in Argentina con la sua “vecchia valigia di cartone color marrone legato con uno spago”. Memorie di lunghi addii, di grandi sofferenze, un esodo che cambiò la vita d’intere generazioni d’italiani. “Quando eravamo noi a sbarcare nel mondo nuovo”.

Quanto sia importante la volontà di sconfiggere sofferenze di gravi malattie e le sfortune incontrate.


Se hai delle domande, non esitare a contattarmi.


   Devo molta gratitudine a mio padre. Senza di lui non sarei riuscito a realizzare questo libro. Grazie per le ore che ho trascorso insieme. È stato bello ascoltare la tua voce, a tratti strozzata dal emozione nel ricordare i momenti più drammatici della tua vita. Arricchire la narrazione con i tuoi scritti, fornendomi la versione di come si sono svolti i fatti, a volte evidenziandomi le mie inesattezze e le esagerazioni o addirittura le invenzioni nella scrittura.



Testimonianze

   Desidero ringraziare i figli di Baita Giovanni, nel concedermi i documenti riguardanti quel periodo buio della prigionia del loro padre.
A Paolo Cason e al suo sito www.paolocason.eu, per aver autorizzato la pubblicazione del materiale fotografico, fornendomi lo spunto per raccontare la nostra storia italiana in Libia. Da me poco conosciuta.
Un ringraziamento va al personale del Comando Militare Esercito “Veneto” Centro Documentale di Padova che con professionalità ha trovato negli archivi documentazioni utili e importanti su mio padre.
Ai colleghi di lavoro che mi hanno aiutato nelle traduzioni.
Un ringraziamento particolare va alla signora Loretta Fasano promotrice dell’incontro con il Dottor Franco Guarinieri, nipote e unico depositario della raccolta artistica e letteraria del Capitano Marcello Tomadini, concedendomi l’autorizzazione di inserire nella galleria fotografica la tavola, che con occasionale materiale e raffinata maestria disegna il triste ingresso nel lager.
Ringrazio la “Fondazione Corriere della Sera” per l’utilizzo del materiale tratto dall'Archivio Storico del Corriere della Sera.